Libri

I migliori 5 libri del 2022

Di solito non mi piace fare una classifica dei libri letti ma stavolta farò un’eccezione. Per concludere questo 2022 voglio fare un’eccezione e mostrarvi la mia personale top 5 dei romanzi che ho letto durante quest’anno.

Bilanci di fine anno

Nel corso del 2022 ho letto 62 libri tra novità editoriali, classici e saggistica. Nella classifica che mi accingo a presentarvi entrano i romanzi contemporanei ma anche quelli che mi piace chiamare classici moderni. Tra questi ci sono libri che sono stati pubblicati nei primi anni del ‘900 e che hanno superato l’oblio del tempo.

5. Io, Monnalisa, di Natasha Solomons

Al posto numero cinque c’è “Io Monnalisa“, pubblicato in Italia lo scorso Aprile dalla casa editrice Neri Pozza. Si tratta di un romanzo storico di Natasha Solomons (già famosa ai lettori italiani per aver scritto “I Goldbaum” e “Casa Tyneford“). La traduzione è di Laura Prandino.

Romanzo storico

È un libro di 352 pagine che abbraccia epoche diverse. La prospettiva che ci viene presentata è quella del famoso dipinto di Leonardo Da Vinci esposto al Louvre: Monnalisa. Un dipinto che prende vita e ci accompagna dal suo concepimento fino ai giorni nostri in maniera molto originale.

Al Louvre…

Nel prestigioso museo parigino, quando si sale la scalinata che porta ai dipinti italiani ci si imbatte in numerose frecce direzionali con su stampato in bianco e nero la faccia del dipinto. Tutti quelli che entrano al Louvre cercano la Monnalisa e si dirigono lì per vederla. La curiosità, l’aura di mistero e la storia di questo dipinto sono racchiuse in un testo che mi sento di consigliare a tutti gli appassionati d’arte e di storia.

Solomons ha colpito ancora

Solomons ha scritto un romanzo che riesce a mantenersi leggero ma che approfondisce tematiche per molti poco note; l’autrice ha fatto tante ricerche prima di scrivere questo libro e la sua passione trasuda dalla cura con cui ci presenta la storia del dipinto più famoso di tutti i tempi. Se cercate un bel romanzo storico, che abbia il punto di vista del quadro, lo avete trovato: consigliatissimo!

4. La Bastarda, di Violette Leduc

Al quarto posto della classifica c’è un’autobiografia di 640 pagine: “La Bastarda” di Violette Leduc, un’autrice francese dei primi anni del ‘900 che la casa editrice Neri Pozza ha deciso di riportare in Italia nel Novembre del 2021 con la traduzione di Valerio Riva. 

Prima pubblicazione le 1964

Il titolo originale del libro é “La Bâtarde” e viene pubblicato in Francia per la prima volta nel 1964. Leduc è stata tradotta per la prima volta in Italia negli anni ’60 ma a lungo le sue opere sono state introvabili perché per lunghi anni è stata un’autrice dimenticata. Negli ultimi anni questa scrittrice sta ricominciando a comparire nelle nostre librerie: un paio di anni fa, è stato ripubblicato “Thérèse e Isabelle” e spero arrivi presto in libreria anche “L’Asphyxie“, che nel 1946 venne pubblicato in Francia da Albert Camus che credeva profondamente nella grande validità artistica di questa scrittrice.

Un titolo particolare…

La Bastarda è un testo che mi ha incuriosita molto sin dal primo momento: ho visto questo libro in libreria e ho deciso immediatamente di acquistarlo perché il titolo mi ha catturata, (e pensare che proprio i suoi titoli così crudi e respingenti non le fecero raggiungere il grande pubblico nei primi anni del Novecento). Era considerata strana, Leduc, si pensava che non avrebbe mai raggiunto tanti lettori.

Autobiografia

Quello di cui vi parlo oggi è un romanzo autobiografico di questa scrittrice nata in Francia – ad Arras, per la precisione – nel 1907 e grande amica di Simone de Beauvoir che cura la prefazione a quest’opera. Una scrittura densa e poetica, che mi fa venire voglia di recuperare tutto quello che ha scritto. “La bastarda” racconta l’esistenza di una ragazza, poi giovane donna e scrittrice nata al di fuori del matrimonio, (da questo, il titolo del romanzo).

Trama

Violette racconta con franchezza quegli anni di inizio Novecento, comprese le relazioni amorose con alcune donne del collegio che frequenta per qualche anno e che poi vengono riprese nel testo che ho citato prima, “Thérèse e Isabelle“; Violette, in questo libro ha un rapporto difficile con la madre ma tenero con la nonna, Fideline.

Super consigliato se…

Se avete voglia di scoprire una scrittrice dalla voce potente e dalla prosa incantevole, non potete sbagliare scegliendo di leggere questo libro che vi lascerà estasiati con la sua scrittura tagliente come una lama.

3. Stradario aggiornato di tutti i miei baci, di Daniela Ranieri

La medaglia di bronzo di questa personalissima classifica va a Stradario aggiornato di tutti i miei baci di Daniela Ranieri, pubblicato nel Maggio del 2021 da Ponte alle Grazie. Un romanzo di 696 pagine che è stato candidato al Premio Strega e al Premio Campiello di quest’anno, ovvero ai più importanti premi letterari italiani.

Paragonata a Gadda

In questi ultimi anni mi è capitato di leggere tanta romanzi di narrativa italiana contemporanea ma pochi libri mi hanno lasciata di stucco come “Stradario aggiornato di tutti i miei baci“. Questo testo è una mappa degli amori della protagonista, veri o inventati, poco importa, perché chi legge si trova catapultato dentro a un viaggio in giro per l’Italia e dentro di sé. Quanti amori abbiamo avuto? Cosa ci hanno lasciato? Ci siamo mai chiesti: ne valeva veramente la pena?

Prova a rispondere a tanti interrogativi

Questo romanzo prova a rispondere a queste e a tante altre domande sulle relazioni e, come spesso accade, la risposta è nel viaggio che si intraprende per scoprirlo. Ranieri ha una prosa densa, sardonica al punto giusto e indubbiamente molto colta; la sua scrittura è stata paragonata a quella di Gadda.

Struttura del romanzo

Durante le prime pagine del romanzo, il lettore deve abituarsi all’ironia e alla sagacia della protagonista che diventa una compagna di avventure, una confidente che si spoglia delle sue paure e che sentiamo amica perché la sua voce ci diventa cara pagina dopo pagina. La cura con cui è stato scritto questo libro è evidente sin dalle prime pagine ed è il collante dell’intera narrazione.

Leggetelo se…

Se avete voglia di leggere un libro scritto da un’autrice che per me si piazza tra le migliori italiane in circolazione insieme a Ferrante, Postorino, Terranova, Durastanti, Ardone, Ciabatti, Murgia e altri, non ho dubbi: questo è il libro che fa per voi.

2. Génie la matta, Inès Cagnati

Lo scorso Gennaio Adephi Edizioni ha pubblicato un romanzo di una scrittrice francese: Génie la matta, un testo di appena 184 pagine con la traduzione di Ena Marchi. Mi è capitato di leggerlo a pochi giorni dall’uscita e già i primi di Febbraio del 2022 sapevo con certezza che quello sarebbe stato uno dei migliori libri dell’anno perché mi ha letteralmente conquistata.

Dolore e sofferenza

Questo romanzo parla di un dolore devastante per una ferita che continua a sanguinare: l’amore non corrisposto. E se l’amore non corrisposto è quello di una figlia – Marìe – nei confronti della madre – Génie, che tutti in paese chiamano “la matta” – allora vi assicuro che dovrete preparare i fazzoletti perché bellezza e strazio si fonderanno in un connubio indissolubile fino alla fine della lettura.

Trama

Génie dà alla luce sua figlia a diciassette anni, dopo aver subìto uno stupro. La ragazza proviene dalla migliore famiglia del paese e il fatto diventa uno scandalo perché Génie decide di non sposare l’uomo che l’ha violentata e sceglie per sé e la figlia una vita di stenti, povertà e solitudine. 

Com’è scritto

Una prosa lirica e evocativa quella di Cagnati che con capitoli brevi e parole taglienti riesce a portarci nel mondo di Marìe, la narratrice, che ama la madre più della sua stessa vita. Si tratta di un romanzo che ho apprezzato tanto e che vi consiglio se siete alla ricerca di una storia breve e struggente scritta magistralmente. Fossi in voi leggerei questa storia in quei momenti in cui siete alla ricerca di poesia. Cagnati vi commuoverà per la sua brutalità e immensa dolcezza, un testo che definirei ossimorico per quanti opposti racchiude in sé. Recentemente, la classifica dei 100 classici di nuova generazione creata da Feltrinelli lo include tra i libri da non perdere.

1. L’isola di Arturo, di Elsa Morante

Al primo posto si piazza la mia amatissima Elsa Morante con “L’isola di Arturo“, un romanzo di formazione di 398 pagine che le valse il Premio Strega nel 1957 e pubblicata in Italia quasi interamente dalla casa editrice Einaudi

Ho iniziato dal suo primo romanzo

Ho letto Morante partendo dal suo primo romanzo, “Menzogna e Sortilegio” e da allora mi sono innamorata della prosa di quella che è forse la più grande scrittrice del ‘900. 

Proseguendo cronologicamente con “L’isola di Arturo” che fino ad ora avevo sempre considerato un romanzo per ragazzi ma che mi ha sedotta per l’intensità e le molteplici chiavi di lettura.

Trama

Il romanzo è ambientato a Procida nel 1938 e segue le vicende di Arturo Gerace, un ragazzo orfano di madre che è nato e vive nell’isola flegrea. Il protagonista nonché narratore di questo libro ci mostra attraverso i suoi occhi la bellezza del passaggio e i tormenti che attanagliano la sua esistenza.

Arturo nutre nei confronti del padre un forte sentimento di amore e si riferisce alla figura paterna descrivendola così:

«Egli sdegnava di conquistare il mio cuore».

Un amore tormentato

Un amore tormentato quello di Arturo per la figura paterna, in una storia narrata con una prosa fiabesca e onirica, in cui gli elementi realistici si intrecciano a quelli della fantasia. Per stessa ammissione di Morante la descrizione dell’isola di Procida non segue itinerari sempre realistici ma anzi, molto spesso sono frutto della fantasia dell’autrice il cui intento non è quello di fare una descrizione dettagliata di un paesaggio reale, quanto quello di spingere il lettore a vedere la meraviglia attraverso gli occhi di Arturo al punto che l’isola diventa la vera protagonista del romanzo.

Come è scritto

Una prosa incredibilmente suggestiva che vi riporterà alla mente un sapore di salsedine e di estati passate sotto al sole cocente e una luce raggiante che non ammette segreti. Penso che nella vita di ogni lettore ci sia un prima e un dopo Elsa Morante: se ne fate la conoscenza non potrete più fare a meno del suo lessico, dell’armonia nella costruzione delle frasi, della prosa incantevole e musicale. Se non lo avete ancora fatto, fatevi un regalo e leggete di Arturo e della sua isola, non ve ne pentirete!

«Uno dei miei primi vanti è stato il mio nome».

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