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50 consigli di libri Einaudi – Tascabili

In questo articolo vi propongo ben 50 libri Tascabili Einaudi Editore suddivisi in narrativa italiana, straniera e saggistica. Fanno parte di questa classifica anche alcuni romanzi classici.

Sottolineo che sono tutti libri che ho avuto il piacere di leggere e apprezzare, proprio nelle edizioni Einaudi. A mio avviso non ha senso consigliare testi che non sono stati letti, prassi sempre più diffusa da parte di creatori di contenuti a tema libresco.

Ricordate che l’ordine dei libri non costituisce una classifica di gradimento. Cominciamo.

Sezione Narrativa

1. Menzogna e Sortilegio, Elsa Morante

Il primo romanzo pubblicato da Elsa Morante è un caposaldo della letteratura del ‘900: imperdibile nelle sue 706 pagine.

2. L’isola di Arturo, Elsa Morante

Capolavoro della scrittrice è senza dubbio L’isola di Arturo, testo che le è valso la vittoria del prestigioso Premio Strega nel 1957. Ho iniziato a leggere Morante partendo dal suo primo romanzo. Il libro è ambientato a Procida nel 1938 e segue le vicende di Arturo, un ragazzo orfano di madre che è nato e vive nell’isola flegrea. Il protagonista nonché narratore di questo libro ci mostra, attraverso i suoi occhi, la bellezza del passaggio e i tormenti che lo attanagliano, soprattutto nei confronti del padre. Un linguaggio incredibilmente suggestivo che vi stregherà. È stata la migliore lettura del 2022.


«Uno dei miei primi vanti era stato il mio nome».

3. Franny e Zooey, J.D. Salinger

Un racconto sagace di due dei fratelli Glass, una famiglia che è quasi sempre presente all’interno della produzione letteraria dell’autore statunitense. Franny e Zooey è un romanzo articolato in due racconti e pubblicato per la prima volta nel 1961. I protagonisti sono proprio due dei fratelli Glass, la studentessa Franny e l’attore Zooey. Entrambi sono stati bambini prodigio: durante l’infanzia, come tutti i figli della famiglia Glass, Franny e Zooey hanno partecipato a un programma radiofonico (“Ecco un bambino eccezionale”) e per un periodo sono stati famosissimi. L’effetto che questa popolarità ha causato a ogni fratello è peculiare del loro carattere. È un romanzo divertente perché a Salinger, come al solito, piace giocare con il lettore, prenderlo un po’ in giro e farlo perdere nei meandri dei ragionamenti cervellotici dei personaggi. È inutile nasconderlo: Franny e Zooey sono antipatici e fastidiosissimi, verrebbe voglia di prenderli a sberle, ma proprio perché sono così vivi, veri, non si può non affezionarsi a loro e sentire l’odore delle sigarette che fumano o perdersi all’interno dei loro pensieri.

4. Il giovane Holden, J.D. Salinger

Uno dei miei libri preferiti è il romanzo di formazione per eccellenza: Il giovane Holden.

«Se davvero volete sentirne parlare, la prima cosa che vorrete sapere sarà dove sono nato, e che schifo di infanzia ho avuto, e cosa facevano e non facevano i miei genitori prima che nascessi, e altre stronzate alla David Copperfield, ma a me non va di entrare nei dettagli, se proprio volete la verità. Primo, è roba che m’annoia, e secondo ai miei verrebbero un paio di ictus a testa, se andassi in giro a raccontare i fatti loro».

The Catcher in the Rye“, 1945.

5. La città dei vivi, Nicola Lagioia

È un libro che mi ha dato letteralmente i brividi. Si tratta del reportage narrativo di una vicenda drammatica che si è consumata a Roma nel 2016: il feroce omicidio di Luca Varani per mano di Manuel Foffo e Marco Prato. La narrazione mi ha tenuta incollata alle pagine; Lagioia, oltre a raccontarci dei protagonisti di quel fatto, fa molte riflessioni sui concetti di vittima e carnefice, permettendo al lettore molteplici riflessioni.

6. L’animale che mi porto dentro, Francesco Piccolo

È un romanzo di autofiction che l’autore scrive per raccontare cosa significhi, in base alla propria esperienza, essere maschio. Per buona parte del libro ho reputato quello di Piccolo un tentativo di giustificare il genere maschile dagli accessi di rabbia, dall’uso della forza e dal fatto di inserire il sesso in ogni circostanza della vita. Mi ha disturbata il modo in cui ha parlato del genere maschile, forse perché lo ha descritto in maniera accurata. La scrittura di Francesco Piccolo è scorrevole e immediata: lo scrittore si mette a tu per tu con il lettore in un istante, non crea alcuna barriera e, anzi, prende molta confidenza con il lettore.

7. Addio Fantasmi, Nadia Terranova

Nadia Terranova, con questo romanzo, riesce a farci percepire gli odori dei ricordi e ci porta in un mondo onirico, in cui passato e presente si intrecciano in un legame indissolubile. La scrittura è coinvolgente e permette al lettore alcune riflessioni importanti circa il senso delle relazioni familiari. Si interroga sull’importanza dei rapporti che, inevitabilmente, ci cambiano ed entrano a far parte del nostro carattere in una miscela dalla quale non si può più riconoscerne la provenienza. Diventano emozioni e sensazioni. Ve ne ho parlato in questo articolo.

8. Pastorale Americana, Philip Roth

Questo romanzo è il capolavoro di Roth, il grande classico moderno della letteratura americana che secondo me va letto per poter apprezzare la grandezza di questo scrittore.

«Rimane il fatto che, in ogni modo, capire bene la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando».

9. Il complotto contro l’America, Philip Roth

Il complotto contro l’America è un romanzo ucronico di Roth del 2004. L’ucronia è una storia alternativa a quella accaduta realmente e il romanzo parte da un evento – la vittoria di Lindbergh alle elezioni statunitensi del 1940 – che porta gli U.S.A. a essere una nazione filonazista durante la Seconda Guerra Mondiale. Il punto di vista è quello di Philip Roth, un bambino ebreo del New Jersey che vede il mondo attorno a sé sgretolarsi a poco a poco. Protagonisti del romanzo sono i membri della famiglia del piccolo Philip che subiscono le politiche antisemite americane. Da questo libro è stata tratta l’omonima serie TV in sei episodi su Sky.

10. L’animale morente, Philiph Roth

 L’animale morente è un breve romanzo di poco più di 100 pagine in cui un professore universitario di critica letteraria, David Kepesh, è malato di desiderio nei confronti di Consuela Castillo, una ragazza cubana di 24 anni, sua ex alunna. Pur nella sua brevità, il libro riesce a proiettarci nella mente di un uomo anziano e nel suo desiderio/ossessione nei confronti di donne più giovani. Come per tutti i romanzi di Roth, il risultato è disturbante: anche se i temi sono spesso simili, non si riesce a smettere di leggere e seguire il ragionamento del protagonista/narratore. Roth è un autore vincente perché riesce ad avere una grande capacità comunicativa, una scrittura densa, che richiede tanta concentrazione, ma che ha sempre qualcosa da dire.

11. Le Correzioni, Jonathan Franzen

«I ragazzi raggiunsero il seminterrato nel minor tempo possibile e senza correre (proibito, in casa), mollarono i teli di spugna bagnati in lavanderia, e trovarono il padre nel laboratorio. La loro indole li avrebbe spinti ad abbracciarlo, ma quell’indole era stata corretta. Rimasero in piedi ad aspettare, come subordinati, che il capo parlasse».

Il capolavoro per eccellenza di Franzen, un testo che ho amato moltissimo al punto da utilizzare la citazione sopracitata come esergo della mia tesi di specializzazione.

12. Libertà, Jonathan Franzen

Libertà è un romanzo americano che parla di relazioni familiari disfunzionali con l’ironia che contraddistingue questo autore. Se Le correzioni aveva lasciato dentro di me un amore incondizionato verso la scrittura di questo autore, Libertà ha consolidato definitivamente la passione per Franzen. La costruzione dei personaggi, il loro modo di parlare e relazionarsi con gli altri permette a chi legge di immedesimarsi nella storia e di dimenticare che si tratta di un libro. Un romanzo borghese che parla di nuove sfide e conflitti generazionali attraverso la ricostruzione di un matrimonio: Franzen ci consegna uno spaccato della vita americana dei primi anni del 2000. La traduzione è di Silvia Pareschi.

13. Lessico famigliare, Natalia Ginzburg

Questo romanzo è molte cose, ma soprattutto: laico, socialista e antifascista. Queste sono le prime parole che mi vengono in mente se rifletto su questo libro. Ambientato durante uno dei periodi più neri della nostra storia (Fascismo e Seconda Guerra Mondiale) il romanzo ripercorre la vita dell’autrice e delle persone a lei care. Il lettore è chiamato a rievocare il proprio lessico familiare, l’idioletto di ogni famiglia. Indimenticabile.

14. Accabadora, Michela Murgia

Romanzo vincitore del Premio Campiello nel 2009, Accabadora è il capolavoro di narrativa della scrittrice sarda Michela Murgia, nota attivista femminista che negli ultimi anni sta pubblicando quasi esclusivamente saggistica.

«Come gli occhi della civetta, ci sono pensieri che non sopportano la luce piena.
Non possono nascere che di notte, dove la loro funzione è la stessa della luna, necessaria a smuovere maree di senso in qualche invisibile altrove dell’anima
».

15. Cime Tempestose, Emily Brontë

Il saggio di Virginia Woolf che precede questa edizione del grande classico permette a chi legge di far luce sulle differenze tra le sorelle Charlotte e Emily Brontë. Wuthering Heights (titolo originale di Cime Tempestose) è un libro molto particolare e chi – non conoscendolo – si aspetta da questa lettura una storia d’amore tradizionale ne resta irrimediabilmente deluso. La struttura narrativa a matrioska è piuttosto complessa e, soprattutto nella prima parte del romanzo, il lettore può trovarsi difficoltà a causa delle omonimie presenti tra i personaggi. Questi ultimi sono a dir poco tremendi: Catherine e Heatcliff hanno un pessimo carattere e vivono un amore distruttivo e pieno di sofferenza. Non si riesce a odiare i protagonisti perché, se ci guardiamo dentro, i loro difetti sono anche i nostri. Se avete letto questo libro da adolescenti e non vi è piaciuto, dovreste riprovaree da adulti: sono certa che non vi deluderà! La traduzione è di Monica Pareschi.

«1801. Sono appena tornato da una visita al mio padrone di casa, l’unico vicino che mi toccherà sopportare. Certo, la contrada è bellissima! Non credo che in tutta l’Inghilterra avrei potuto scegliere un luogo più isolato dal trambusto del mondo. Un paradiso per veri misantropi, e il signor Heatcliff e io siamo una coppia ideale per condividere una tale desolazione».

Wuthering Heights

16. Persone Normali, Sally Rooney

Connell e Marianne sono due ragazzi della generazione millennial, non sanno quale sarà il loro futuro, si sentono persi, ma devono andare avanti e procedere verso qualcosa di ignoto. I due protagonisti soffrono i mali della nostra generazione: sono soli, spaesati, incerti sul futuro. Dal punto di vista sentimentale sembrano analfabeti emotivi, relegati in un angolo dalla paura di una relazione. Paura di perdere e sprofondare, rischiando però l’immobilismo. Io mi sono commossa leggendolo e guardando l’omonima serie tv che vi consiglio di recuperare.

«Non so cos’ho che non va, dice Marianne. Non so perché non riesco a essere come le persone normali».

17. La porta, Magda Szabó

Il romanzo più celebre della scrittrice ungherese è la storia di due donne. Una scrittura che resta nella mente di chi la legge e soprattutto apprezzata da chi ama la scrittura di Elena Ferrante.

18. Jane Eyre, Charlotte Brontë

Altra sorella Brontë presente in questa lista di libri che vi consiglio di recuperare. Jane Eyre è un classico senza tempo e dovete assolutamente leggerlo in questa edizione Einaudi. È uno di quei libri che ti fanno sentire il cuore colmo e ti incoraggiano a non accontentarti mai. Jane è un personaggio straordinario: tenace, forte e sicuro di sé.

«Ci sarà, senza dubbio, chi mi biasimerà, chi mi dirà incontentabile. Ma non c’era nulla da fare. L’inquietudine era nella mia natura, e qualche volta mi agitava fino alla sofferenza».
Charlotte Brontë, 1847.

19. L’arte di legare le persone, Paolo Milone

Il testo è suddiviso in brevi frammenti in cui Milone, che è uno psichiatra, ci racconta la vita in reparto durante gli anni che ha trascorso ad aiutare i suoi pazienti. È un libro coraggioso, a cominciare dal titolo che riporta immediatamente a una pratica quasi non più in uso, quella della costrizione. Pratica che l’autore non aborrisce ma che reputa, a volte, necessaria. Per Milone l’importante è non abbandonare il paziente, prendersene cura e non lasciarlo solo. I frammenti hanno una prosa poetica ed evocativa, ci permettono di entrare in punta di piedi all’interno del reparto psichiatrico dell’ospedale di Genova in cui è ambientato il libro e ci pongono dinnanzi agli stessi dilemmi dei medici. Questo libro mi ha commossa: parla di un dolore per il quale – spesso – non esiste cura, spazio o redenzione.

20. La luna e i falò, Cesare Pavese

Quando frequentavo la scuola media, lessi La luna e i falò e non mi piacque. Decisi – con l’immaturità di una tredicenne – che non avrei mai più letto questo autore, perché il significato di questo libro mi restava oscuro. Un paio di anni fa mi sono imbattuta nuovamente in questo romanzo e ho deciso di rileggerlo: è stato amore. Pavese scrive:


«Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che quando non ci sei resta ad aspettarti».

ll protagonista, Anguilla, dopo la Liberazione ritorna nel suo paese delle Langhe alla ricerca di antiche radici. La luna e i falò è un libro che definirei universale perché mi ha fatto pensare al mio, di paese. Leggetelo se volete conoscere Pavese.

21. Resto qui, Marco Balzano

Resto qui è un bellissimo romanzo di Marco Balzano che è ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale a Curon Venosta, città con il caratteristico campanile che figura in copertina ed è diventato luogo di turismo. Una storia che parla di lingua e accettazione. Consigliato!

22. Moby Dick, Herman Melville

Se avete voglia di leggere Moby Dick ma non sapete quale edizione acquistare, dovete assolutamente scegliere quella Einaudi che è stata ritradotta pochi anni fa da Ottavio Fatica, uno dei migliori traduttori italiani. È un romanzo sulla pesca e l’attesa; se vi aspettate un racconto di avventura ne resterete delusi, altrimenti potrete godere del paesaggio marittimo e godervi la traversata come se steste assistendo a un documentario. Da un paio d’anni è uscita anche l’edizione economica.

23. Lacci, Domenico Starnone

È un breve romanzo familiare in cui le storie si intrecciano e i personaggi sono interconnessi tra loro. Una narrazione che parte dagli anni ’70 per arrivare fino ai giorni nostri. La peculiarità della scrittura di Starnone fa sì che sia quasi impossibile staccarsi dalle pagine del libro: vuoi per le riflessioni che suscita, vuoi per il ritmo incalzante. È un testo che si legge in un paio d’ore. Di solito i lettori diffidano dai romanzi troppo brevi perché temono di non riuscire ad avere il tempo di empatizzare con i personaggi ma in questo libro l’armonia che si crea è quasi una magia dalla quale si esce estasiati.

24. Confidenza, Domenico Starnone

Altro titolo di Starnone da recuperare è Confidenza, una storia che parla di un amore finito e un altro che sta nascendo. Impossibile non immedesimarsi nei personaggi che abitano questo romanzo.

«Teresa avanzò con cautela una proposta, disse: facciamo che io ti racconto un mio segreto così orribile che nemmeno tra me e me ho provato a raccontarmelo, e tu però me ne devi confidare uno equivalente, qualcosa che se si sapesse, ti distruggerebbe per sempre».

25. Vita mortale e immortale della bambina di Milano, Domenico Starnone

L’ultimo romanzo breve di Domenico Starnone è uscito a Ottobre del 2021 e io l’ho considerata una delle migliori letture di quell’anno. Con un titolo lunghissimo e probabilmente improponibile per qualsiasi altro autore, lo scrittore partenopeo ci parla di Mimì, un bambino segretamente innamorato della milanese, una bambina che abita di fronte a casa sua. La storia in sé potrebbe sembrare assolutamente ordinaria ma – chi ha letto Starnone lo sa – la scrittura riesce a coinvolgere il lettore nelle serissime vicissitudini di questo bambino. L’autore racconta i piccoli drammi dell’infanzia e ci riporta alla mente quelle sensazioni di amarezza, frustrazione e gioia che solo i bambini riescono a provare in maniera così intensa e incontrollata. Da bambini si può essere tutto: si scopre l’amore e talvolta anche la morte. Un racconto tagliente e a tratti comico, come quelli a cui Starnone ci ha abituati, con un accenno di glottologia che diverte il lettore.

26. L’Arminuta, Donatella Di Pietrantonio

Se avete apprezzato la tetralogia de L’amica geniale di Elena Ferrante ma anche Accabadora di Michela Murgia (di cui vi ho parlato all’inzio di questa lista), non potete farvi scappare L’arminuta, romanzo di Donatella di Pietrantonio che le è valso il Premio Campiello. La storia di una bambina e della sua famiglia, un racconto intriso di tradizione popolare e suggestione emotiva. Di recente è uscito l’omonimo film.

27. Gita al faro, Virginia Woolf

Il romanzo denota una magistrale capacità di indagare la psicologia dei personaggi e io sono particolarmente legata a questo testo perché mi ha spinta a parlare di libri su internet. L’elemento autobiografico di Woolf è molto importante e si riscontra maggiormente dalla seconda parte del libro in poi. Il romanzo è complessivamente suddiviso in tre parti. Un flusso di coscienza non sempre facile da decifrare ma che può essere colto se chi legge è predisposto e concentrato sulla lettura.

«Cosicché il monotono sciabordio delle onde sulla spiaggia, che di solito cantava una nenia misurata e rassicurante ai suoi pensieri e sembrava ripetere consolante, instancabile, mentre sedeva con i figli, le parole di un’antica ninnananna, sussurrate dalla natura “Ti proteggo io, sono io il tuo sostegno”».

To the Lighthouse, Virginia Woolf, 1927.

28. 4321, Paul Auster

4321 è un romanzo che mi ha tenuto compagnia per quasi cinque settimane, uno di quei libri che avevo in casa da diverso tempo ma che non avevo mai avuto il coraggio di iniziare. Complice la quarantena del 2020, ho deciso che fosse arrivato il momento giusto e mi sono imbarcata dentro queste storie di 939 pagine. Il libro affronta 7 fasi di 4 vite diverse di uno stesso protagonista, Archie Ferguson. Nel primo capitolo c’è l’introduzione 1.0, che è la base comune delle quattro vite di Ferguson; vite che si declinano in modi differenti. Nel corso delle quattro narrazioni avvengono dei mutamenti, anche piccoli, che determinano il destino del protagonista e lo cambiano. È un libro che dà voce ai nostri dubbi più reconditi: se a 18 anni mi fossi trasferita in un’altra città, come sarebbe andata? E se avessi frequentato un altro corso di studi? Se avessi avuto relazioni con persone differenti, dove sarei oggi? Auster dà una risposta a questi interrogativi e lo fa costruendo un romanzo che non lascia nulla al caso! Questo libro vi resterà nel cuore.

29. Piccole Donne, Louise May Alcott

Da bambina non avevo mai letto il romanzo di Alcott, forse lo trovavo troppo infantile e non adatto a me, ma mi sbagliavo di grosso. Per fortuna mi sono ricreduta negli ultimi anni e sebbene durante la lettura dei primi capitoli ero un po’ titubante perché trovavo il romanzo eccessivamente melenso, col procedere della narrazione sono riuscita a entrare dentro la storia. Sono stati fatti tanti adattamenti cinematografici da questo romanzo che resta un classico senza tempo da leggere e rileggere, soprattutto a Natale.

30. Domani nella battaglia pensa a me, Javier Marías

Quando ho letto questo romanzo ho preso moltissimi appunti a margine e segnato molte citazioni. La scrittura di Marías è un dono. L’autore è stato un maestro delle parole. L’incedere della prosa e il lessico molto articolato rendono questo scrittore inconfondibile. I periodi sono spesso molto lunghi e elaborati, ma invece di allontanare il lettore lo coinvolgono sempre di più. Chi legge è convinto di sentire per la prima volta qualcosa che lo riguarda in prima persona e su cui non aveva mai riflettuto precedentemente.

31. Tempo di imparare, Valeria Parrella

L’io narrante di questo breve romanzo è una madre che ha un figlio disabile in età scolare. La donna iscrive il proprio bambino in prima elementare e deve necessariamente affidarsi all’insegnante di sostegno, chiunque esso o essa sia. Da qui nascono molte incertezze e paure comprensibilissime. Avere fiducia nel prossimo è già difficile di per sé, ma quando si tratta di figli e disabilità, spesso viene a mancare il terreno sotto ai piedi. Quello che si può fare è solo sperare di trovare qualcuno che decida di prendersi cura e accogliere empaticamente il bambino. È un libro che nasce con il pretesto di raccontare la scuola dal punto di vista di genitori di bambini disabili ma che in realtà parla soprattutto di accettazione della disabilità da parte dei genitori. Tempo di imparare è una lezione che tutti dovremmo interiorizzare per cominciare a normalizzare le disabilità.

32. Frankenstein, Mary Shelley

Con uno stile ricercato e accurato ma non per questo meno fruibile, Frankenstein è la storia del tormento umano. Victor crea un mostro che resta innominato ma che nell’immaginario collettivo fonde il suo non-nome con quello del suo creatore. Si nota, a un certo punto, che la demarcazione tra ciò che è umano e ciò che è mostruoso, non è poi così netta come si possa immaginare. In quanti parlano di Frankenstein riferendosi al mostro? Il creatore e il mostro, nell’immaginario collettivo, si sono fusi tra loro. Un romanzo che vi consiglio di leggere perché porta con sé tutta la bellezza della scrittura che solo i grandi autori sanno trasmettere. Shelley, in questo romanzo, ha aggiunto al genere gotico anche la fantascienza e se non lo avete ancora letto, vi consiglio questa edizione Einaudi che ha l’introduzione di Nadia Fusini e la traduzione di Luca Lamberti.

33. Il senso di una fine, Julian Barnes

Questo romanzo vale tutta la vostra attenzione. Ha vinto il Booker Prize nel 2011 e io penso che sia un capolavoro. Il senso di una fine è una storia dalle atmosfere che si tingono di nostalgia: Tony, il protagonista, ripercorre a ritroso tutta la sua vita per trovare un senso ad alcuni eventi che scoprirà solo da anziano. È un romanzo postmoderno che gioca con una narrazione frammentata (che Barnes ripropone anche in altri libri), e riesce a catturare l’attenzione di chi legge non solo per la trama ma soprattutto per la scrittura che ho trovato limpida e costruita alla perfezione. Mentre leggevo, mi figuravo nella testa i protagonisti e gli ambienti come se fossero all’interno di uno dei miei film preferiti: L’attimo fuggente.

«Si chiamava Adrian Finn, era un giovane alto e timido che nei primi tempi teneva gli occhi bassi e segrete le idee».

34. Oblomov, Ivan Gončarov

Il protagonista di questo romanzo ottocentesco, capolavoro di Gončarov, si attira immediatamente le simpatie di chi legge: è annoiato, stanco dalla vita e lo scopo principale delle sue giornate consiste nello stare sul divano a riposare. Oblomov è un uomo di 32 anni indolente che non vuole saperne della vita pubblica e politica di San Pietroburgo. L’inerzia è una sua caratteristica dominante e mentre la vita scorre lentamente all’interno della sua tenuta, Oblomov diventa l’emblema del fatalismo storico, il protagonista pigro per eccellenza. Il nostro protagonista cambierà il suo modo d’essere? L’ironia pungente dei personaggi che si susseguono è una caratteristica principale del romanzo che se da un punto di vista superficiale ci parla dell’apaticità di Oblomov rendendolo spesso ridicolo, dall’altro è una critica sociale e politica del tempo. Consigliato se vi siete approcciati da poco alla letteratura russa. La traduzione è di Ettore Lo Gatto.

«In via Goròchovaja, in una di quelle grandi case, la cui popolazione sarebbe stata sufficiente per tutta una città di provincia, se ne stava di mattina a letto nel suo appartamento Il’jà Il’íč Oblomov».

35. Il conte di Montecristo, Alexandre Dumas

È una storia che parla di vendetta e di mille vicissitudini che il protagonista deve affrontare durante il corso della vita. Prima di leggerlo temevo fosse un romanzo pesante (considerando la mole). Credevo che mi sarei arenata, che non sarei riuscita ad arrivare fino alla fine e invece, dopo i primi capitoli, me ne sono innamorata leggendolo in un paio di settimane. È un testo adatto a tutti i lettori: esperti e non. Consigliato se vi piacciono le storie avvincenti e colme di spunti di riflessione, magari con un impavido eroe ottocentesco. Come si fa a non innamorarsi di Edmond Dantès?

36. Delitto e castigo, Fëdor Dostoevskij

Vi propongo adesso un grande classico della letteratura russa: Delitto e castigo di Dostoevskij che vi consiglio di leggere se siete lettori un po’ più esperti. Mi spiego meglio: non è un testo che consiglierei a chi si affaccia per la prima volta alla lettura dei classici russi. Al di là della mole, che pure è consistente, lo consiglierei a lettori esperti soprattutto perché da queste pagine trasuda il tormento del protagonista. Raskòl’nikov è un personaggio che soffre e ci affida i suoi pensieri più reconditi. È un testo che parla di tormento e redenzione, uno dei miei libri preferiti che va letto quando è il momento giusto di lanciarsi con un testo così corposo.

«È un mezzo noto, l’adulazione. Non c’è nulla al mondo di più difficile della franchezza e nulla di più facile dell’adulazione. Se nella franchezza solo una centesima parte di nota suona falso, subito ne viene una dissonanza, e poi uno scandalo. Se nell’adulazione, invece tutto è falso fino all’ultima nota, anche allora essa è gradevole e si ascolta non senza piacere; sia pure con un grossolano piacere, ma pur sempre piacere. E per grossolana che sia l’adulazione, indubbiamente almeno metà di essa sembra verità. E questo per gente d’ogni levatura e strato sociale».

37. Guerra e Pace, Lev Tolstoj

Veniamo adesso al mio classico preferito: Guerra e Pace. È un romanzo che ho apprezzato tantissimo, nonché il primo titolo di Tolstoj che ho letto. In seguito ho deciso di recuperare tutti i romanzi di Tolstoj ma questo si conferma il suo più grande capolavoro. Il testo è lungo e diviso per comodità in due tomi venduti insieme che costituiscono un cofanetto indivisibile. Vi consiglio di leggerlo se volete concedervi del tempo da dedicare a una lettura che sarà indimenticabile come lo è stata per me.

38. Le affinità elettive, Johann Wolfgang Goethe

Questo è un romanzo di cui non ho mai parlato sui social perché l’ho letto prima di creare @eccoilibri. Qui, le affinità elettive tra i quattro personaggi vengono fuori prepotentemente. La complicità dei due coniugi, Eduard e Charlotte, si trasforma, aprendosi a emozioni che fino ad allora erano sopite. Il sottile equilibrio che viene a crearsi con la formazione delle due nuove coppie vede contrapporsi da una parte un legame maturo e che sa resistere alle tentazioni (Charlotte e il Capitano), dall’altra una passione travolgente che coinvolge la giovane Ottilie e Eduard.

«L’essere umano sensuale ride spesso quando non c’è nulla da ridere. Qualsiasi sia lo stimolo. affiora dal suo intimo l’allegria. La persona guidata dall’intelletto trova tutto ridicolo, la persona guidata dalla ragione, quasi nulla».

Le affinità elettive, 1809

39. Cuore di Tenebra, Joseph Conrad

Ho sentito parlare di questo libro per la prima volta al liceo, durante una lezione di letteratura inglese. Da lì, Heart of Darkness ha attirato la mia attenzione e poco dopo il diploma ho deciso di acquistarlo, anche perché la mole non mi ha scoraggiata: sono appena 208 pagine. Durante il proprio viaggio in Congo, Conrad resta impressionato dagli effetti che il colonialismo ha avuto nei confronti della popolazione indigena del territorio. Un testo potentissimo per capire le radici delle disuguaglianze che si protraggono fino ai giorni nostri.

40. Il rosso e il nero, Stendhal

Stendhal, prendendo spunto da un fatto di cronaca uscito sul giornale, scrive questo romanzo nel 1830. La storia parla delle vicende di un ragazzo, Julien Sorel che, da ragazzo di umili origini qual era, si ritrova a frequentare i salotti delle élite. Attraverso gli occhi di Julien comprendiamo gli usi e i costumi dell’epoca. Ci rendiamo conto di quanto poco importanza abbiano certe ambizioni una volta che vengono raggiunte. Julien è conteso tra madame De Rênal e la giovane Mathilde. Prima di cominciare a leggere Il rosso e il nero ne ero intimorita per via della mole, timore che è venuto meno quando ho iniziato a leggere i primi capitoli. Ho notato che, sebbene sia un’opera abbastanza corposa, l’autore permette al lettore di conoscere bene i personaggi. I principali rimangono sempre gli stessi durante tutto il corso del romanzo, inoltre l’autore/narratore sovviene più volte in aiuto del pubblico, esplicitando alcune vicende e spiegandole al lettore con dovizia di particolari.

«I salotti dell’aristocrazia offrono l’innegabile piacere di poter dire di esserci stati, ma è tutto lì: la signorilità che vi regna presenta per se stessa qualche interesse solo nei primi giorni. Julien se ne stava accorgendo; dopo i primi entusiasmi venivano i primi stupori».

Sezione Raccolte di Racconti

41. Nove racconti J.D. Salinger

Il famosissimo Nine Stories di Salinger va letto assolutamente, almeno una volta nella vita. Qui vi riporto i titoli dei miei racconti preferiti:
Un giorno ideale per i pescibanana;
– Alla vigilia della guerra contro gli Esquimesi;
– L’uomo ghignante;
– Bella bocca e occhi miei verdi.

42. Scintille, Federico Pace

Una raccolta di racconti tenerissima e leggera, da leggere magari sotto l’ombrellone.

43. Qualcuno che ti ami in tutta la tua gloria devastata, Raphael Bob-Waksberg

Dal creatore di BoJack Horseman, vi propongo una raccolta di racconti strampalata. La raccolta è molto originale per il contenuto e la formattazione del testo che non segue le linee canoniche del libro ma spazia tra differenti font e dimensioni che rendono divertenti e curiosi tutti i racconti. I temi trattati riguardano principalmente storie d’amore e rapporti di coppia che prendono vita partendo dai punti di vista più disparati e sono narrati con una comicità che ho apprezzato molto. Leggendo questi racconti ci si trova catapultati in un altro universo di senso, dove gli oggetti hanno dei significati diversi da quelli che gli affidiamo noi, il tutto accompagnato da una nota sardonica di sottofondo. Se avete voglia di leggere una raccolta di racconti fuori dal comune – che per me è stata una delle migliori letture del 2021 – affidatevi a questo autore, non sbaglierete!

Sezione Saggistica

44. Stai zitta, Michela Murgia

In dieci punti e con esempi accessibili anche a chi non ha mai letto un saggio femminista, Murgia ci spiega cosa significhi oggi la discriminazione di genere e come questa sia evidente, a saper guardare bene, nella vita di tutti i giorni. È un saggio che consiglio a tutte (e soprattutto a tutti) quelli che vogliono iniziare ad approcciarsi al femminismo con qualcosa di semplice e accessibile. In questo saggio, Murgia smonta tanti luoghi comuni che le donne si sentono ripetere di continuo e lo fa senza mai scadere nel prosaico.

45. Specchio delle mie brame, Maura Gancitano

Questo saggio è una lucida analisi di cosa rappresenti oggi il concetto di bellezza partendo dal quotidiano per andare a ricercare il senso più profondo di ogni nostro gesto che ci condiziona tutti i giorni. Saggi del genere, spesso, corrono il rischio di cadere nel retorico ma qui l’autrice riesce a individuare il nodo della questione: perché la bellezza è considerata ancora così importante? Perché condiziona sensibilmente le nostre vite in un’epoca che ci sembra più libera rispetto alle precedenti? Perché percepiamo i nostri corpi come se fossero costantemente sotto una lente di ingrandimento? Anche attraverso numerose fonti autorevoli, Gancitano ci apre gli occhi su determinati meccanismi che consideriamo innati ma che in realtà sono frutto di sovrastrutture. Con una scrittura comprensibile a tutti l’autrice ci spiega chiaramente perché siamo portati ad avere certe convinzioni sui nostri corpi. Il corpo, appunto: quanto ci influenza, ci fa sentire sbagliati, talvolta frustrati e quanto proviamo a modellarlo e modificarlo per aspirare a un’ideale che si rivela via via sempre più irraggiungibile?

46. Io, Agamennone, Giulio Guidorizzi

Alcuni di voi si ricorderanno che tre anni fa ho creato un gruppo di lettura denominato Il tesoro greco e ho letto tantissimi libri a tema mito greco. La casa editrice Einaudi pubblica tantissimi saggi di questo tipo. Li ho letti quasi tutti e questo su Agamennone scritto dal professore Guidorizzi è illuminante.

47. Ulisse, Giulio Guidorizzi

Altro titolo del professore Guidorizzi che ci parla del protagonista dell’Odissea.

48. Achille e Odisseo, la ferocia e l’inganno, Matteo Nucci

Sempre sulla scia de Il tesoro greco vi consiglio un altro saggio veramente bello in cui l’autore contrappone i due grandi eroi omerici: Achille e Odisseo.

49. Le ragioni del dubbio, Vera Gheno

Vera Gheno è la sociolinguista più famosa d’Italia e nel suo libro spiega l’importanza del linguaggio.

50. Invisibili, Caroline Criado Perez

Questo è uno dei saggi femministi più illuminante che ho letto negli ultimi anni. Invisibili racconta quel che succede quando ci si dimentica di prendere in considerazione metà del genere umano. Denuncia i danni provocati dall’assenza di dati di genere lungo il corso più o meno normale della vita di ogni donna. Attraverso l’analisi della vita quotidiana, Caroline Criado Perez ci aiuta a conoscere quanto la mancanza di dati di genere influisca sulla vita di ogni donna. È evidente come, ancora oggi, il patriarcato giochi un ruolo importante nelle discriminazioni di genere, ma in questo saggio si va oltre. Dati alla mano, l’autrice ci mostra cosa potrebbe cambiare e come le amministrazioni locali, il settore tecnologico e l’educazione, si debbano adeguare alle esigenze del genere femminile che, ad oggi, è sistematicamente ignorato perché viviamo ancora in una società a misura d’uomo.

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